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Andrea Parodi, la voce e la musica sarda

Sono tanti i simboli che appartengono ad una terra, dal punto di vista sportivo, dal punto di vista politico. Ma quello che più di tutti nella musica si è distinto in Sardegna è stato sicuramente Andrea Parodi.

Una voce del popolo che non ne aveva una. Una voce di chi ha scelto di esprimersi con una lingua inusuale alla discografia italiana. Molte volte gli vennero offerti ingaggi molto più alti dei soliti per convincerlo a cantare in italiano, ma lui rimase convinto del proprio modo di esprimersi di nicchia.

Ma questa nicchia era un’isola intera che lo ha supportato, e continua a farlo, sia nella carriera come leader dei Tazenda che in quella solista. Dopo numerose collaborazioni in gruppo con Gianni Morandi e con Fabrizio De Andrè nell’ambito della realizzazione dell’album Le Nuvole, oltre che due apparizioni molto importanti nel 1991 e nel ’92 al Festival di Sanremo (il primo in coppia con Pierangelo Bertoli con Spunta la luna dal monte), nel 1997 decide di intraprendere la carriera solista:

«Non ho più voluto andare in tv e cantare in playback, ho cominciato a girare per i più importanti festival del mondo. Io mi esprimo bene negli spettacoli dal vivo, sono un cantante emozionale, una mia canzone non è mai uguale da una sera all’altra: dipende da come mi sento.»

Nonostante il suo primo album solista non riscosse enorme successo, Andrea non si arrese raggiunse l’apice del suo successo collaborando con Noa e Al Di Meola, con il quale pubblicherà un CD live e farà un tour europeo, segnando il tutto esaurito in tutti i concerti.
L’ultimo concerto di Andrea Parodi fu il 22 Settembre 2006 all’Anfiteatro Romano di Cagliari, pochi giorni prima che se ne andasse, e in noi rimane ancora vivo il ricordo dell’ultima No Potho Reposare, cantata con tutta l’anima di un uomo che non si è mai arreso di fronte alle difficoltà, nemmeno davanti alla malattia.

 

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